Grana vocale e Popular Music (abstract)

Posted: 19 ottobre 2010 in Analisi Musicale

La storia della popular music è caratterizzata dal crescente sfoggio del corpo vocale. Gli strumenti della tecnologia, a partire dalla riproduzione meccanica, hanno permesso di mettere in primo piano ogni dettaglio della vocalità e orientato l’attenzione dell’ascoltatore verso la corporeità del suono. Secondo tale prospettiva è indubbio che il corpo vocale acquista grande importanza come oggetto di ricerca.

Il presente contributo trae origine da una riflessione critica riguardante il concetto di “grana della voce” coniato da Roland Barthes. La teoria Barthesiana della “grana” è nel contempo una teoria dei piaceri musicali e semiologica che si basa sulla distinzione tra i concetti di significato e significanza, ovvero tra due diversi livelli di senso in musica. Barthes intende per significato tutto ciò che in un’esecuzione rimanda alla comunicazione, espressione e rappresentazione per ingenerare il “plaisir” (piacere) dell’ascolto; mentre considera significanza la percezione di un elemento puramente materiale della voce, in grado di entrare direttamente in contatto col corpo dell’ascoltatore suscitandone “juissance” (godimento) [Barthes 1972].

L’obbiettivo principale della presente ricerca consiste nel prendere in esame il concetto di “grana della voce” per verificare se, e in che modo, esso possa essere uno strumento valido per indagare le manifestazioni vocali nella popular music.

La recente musicologia ha sottolineato come la musica, nel suo aspetto ritmico, abbia un legame stretto con il corpo e messo in evidenza in che modo tale relazione costituisca uno degli aspetti più significativi del fenomeno popular [Middleton 1990]. Ci riferiamo ovviamente non solo al ritmo in senso stretto, ovvero alle durate, ma a tutte le forme di periodicità che legano l’evento musicale al corpo umano. Da più parti è stato infatti evidenziato come tutti i parametri musicali siano riconducibili a principi ritmici in grado di entrare in risonanza col corpo umano e con i sistemi periodici che lo regolano. Sono note le ricerche riguardanti le “ritmicità testurali” e le figure gestuali profonde che le accompagnano [Cotner 2002], i cosiddetti somatemi, mentre forse non sono ancora indagati a sufficienza gli aspetti materiali e simbolico-gestuali riguardanti il corpo vocale, anche per la scarsità di strumenti adatti a rilevare gli elementi più significativi del fenomeno. Per non correre il rischio di considerare la musica un fattore pre-cognitivo, va rimarcato che ogni legame tra musica e corpo è mediato dalla rappresentazione simbolica, come è riconosciuto dallo stesso Barthes che colloca l’affiorare della significanza in un ambito chiaramente simbolico: “quando il testo viene letto (o scritto) come un teatro mutevole di significanti, senza che sia possibile fare riferimento a uno o più significanti fissi” [Barthes 1977, 10].

Verranno inizialmente sottoposte a vaglio critico le affermazioni di Barthes, in particolare mettendo in discussione alcuni assunti ideologici del suo ragionamento. Gia Middleton [1990] ha sottolineato come  sia difficile operare una distinzione netta tra significato e significanza, poiché i due livelli sono inscindibilmente intrecciati. In altre parole sembra improbabile poter separare gli effetti dovuti ai significati più espliciti e quelli dovuti alla “grana”, tuttavia è certo che alcuni esecutori esibiscono più di altri il proprio corpo vocale e di conseguenza in questi casi l’attenzione dell’ascoltatore tende a dirigersi verso informazioni veicolate dalle caratteristiche materiali della voce. Chiunque abbia provato ad esempio l’effetto piacevole generato da passaggi vocali in un linguaggio nonsense, in cui le parole del testo vengono trattate come elementi puramente musicali, probabilmente riconosce con certezza il livello significante di cui si sta trattando.

In una ulteriore fase verrà proposta l’analisi comparata della vocalità di due cantanti (Céline Dion e Björk) per mostrare come queste interpreti personifichino due atteggiamenti antitetici in quanto a “grana”. Principale oggetto di questa indagine, condotta attraverso i mezzi dell’elettroacustica, saranno l’aspetto fonetico della pronuncia, micro-variazioni nell’altezza e nell’intensità, modulazioni e oscillazioni nel timbro di due performances vocali; essa mira all’individuazione di unità sonore confrontabili che possono adempiere a specifiche funzioni morfologiche. Sarà possibile ad esempio stimare lo sfruttamento del potenziale fonetico della pronuncia testo, svelando le relazioni che intercorrono in alcuni casi tra i fonemi ed elementi del Groove ritmico.

Infine, riferendoci a studi che hanno approfondito gli aspetti simbolici del suono [Cano 1985] [Lacasse 2002], verrà considerato il profilo semantico delle vocalità prese in esame per porre in evidenza gli effetti di senso che le singole identità sonore rilevate potrebbero evocare.

Il presente studio intende inserirsi nel dibattito riguardante il ruolo del Sound nelle espressioni musicali contemporanee, a partire da una constatazione: sono numerose le analisi che si concentrano sull’aspetto formale dei parametri tradizionali, mentre più rare quelle che tengono nel dovuto conto gli aspetti formali e simbolici delle dimensioni sonore percettivamente rilevanti.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

 

BARONI M. (1996), Analisi musicale e giudizio di valore nella musica leggera, in R. Dalmonte (cur.), Analisi e canzoni, Università degli Studi di Trento, Trento, pp. 81-102.

BARTHES R. (1972), La grain de la Voix, “Musique en jeu”, 9, 57-63 (trad. it., La grana della voce, in L’ovvio e l’ottuso, Einaudi, Torino 1985, 257-266).

BARTHES R. (1977), Image-music-text, London.

CIFARIELLO CIARDI F. (1998), La connotazione dell’evento sonoro: un parametro musicale?, in Psicologia Cognitiva e Composizione musicale: intersezioni e prospettive comuni, edizioni Kappa, Roma.

COTNER J.S. (2002), Il ritmo testurale in Careful with that axe, Eugene in “Rivista di Analisi e Teoria musicale”, vol. VIII/II, 133-155.

CAMILLERI L. (2005), Il peso del suono, Apogeo, Milano.

CANO C. (1985), Simboli sonori, Franco Angeli Libri, Milano.

DELALANDE F. (2003), Les sons des musiques, INA- Buchet Chastel, Paris.

FABBRI F. (1996), Il suono in cui viviamo, Feltrinelli, Milano.

LACASSE S. (2002) Messa in scena vocale e funzione narrativa in Front row di Alanis Morisette, in “Rivista di Analisi e Teoria musicale”, vol. VIII/II, 157-179.

MIDDLETON R. (1990), Studying popular music, Open University Press, Buckingham (trad. it. Studiare la popular music, Feltrinelli, Milano 1994).

STEFANI G. (1998), Musica: dall’esperienza alla teoria, Ricordi, Milano.

STEFANI G. e MARCONI L. (1992), La melodia, Bompiani, Milano.

DISCOGRAFIA

BJORK, All is full of love, One Little Indian, cd singolo/1999

CELINE DION, Falling into You, Columbia-Epic cd album/1996

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